[isf-ge] Acqua + Riunione martedì

Ciao a tutti, martedì c’è riunione vero? C’è già qualche argomento da proporre?
Comunque io ci sono.

Vi mando poi una iniziativa sull’acqua a cui sarebbe interessante partecipare, 
dal titolo “Genova come Parigi”, sulla ripubblicizzazione del servizio idrico 
nella capitale francese (peraltro proprio nel Paese da cui provengono le 
maggiori multinazionali del settore, come Veolia ecc.)

A martedì, Dario.
(segue mail di Antonio Lupo del Comitato Acqua Pubblica di Genova)

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Cari amici, il 7 novembre ore 17 ( vedi locandina) faremo un incontro pubblico 
di alto profilo,  per cercare di provocare un dibattito e svegliare tutta la 
Provincia di genova sulle sorti della sua acqua ( e del suo mare).
Il titolo e la speranza è "Genova come Parigi" ( e non come Varsavia!)

Nella locandina c'è l'adesione del Comitato Acqua Pubblica di Genova, è scritto 
così per motivi grafici, per mancanza dello spazio per scrivere "della 
Provincia di genova", ma l'iniziativa è del Comitato di tutta la Provincia, 
compreso il Comitato del Tigullio

L'aggregazione Iride Enia, dopo il ritiro di Hera (bologna), va avanti a 
piccoli passi, contrattando con Enia solo poltrone , valore delle azioni ( in 
fortissima discesa!) , nella esclusiva logica di merce , per l'energia, ma 
anche per  l'acqua e il Servizio Idrico Integrato.

Non è noto un piano industriale, nè come finanziare le infrastrutture 
necessarie mancanti ( in particolare i depuratori praticamente inesistenti in 
parte del nostro territorio, soprattutto nel Tigullio), se non raddoppiando le 
attuali tariffe.

Questi accordi Iride-Enia dovranno essere approvati dal Consiglio Comunale di 
Genova, maggior azionista di Iride con Torino , ma andrebbero  anche discussi 
nei consigli comunali di tutta la provincia e del Tigullio

Vi invito quindi a partecipare il 7 a genova e a preparare un dibattito e una 
battaglia in tutta la provincia

L'acqua si allontana sempre più dal controllo dei cittadini, la sede legale 
della nuova aggregazione Iride-Enia è prevista a Reggio Emilia!

Ribadiamo la validità della nostra proposta di legge per la ripublicizzazione , 
come avverrà appunto a parigi , dell'acqua, da gestire bene, ma senza fare 
profitti e distribuire dividendi.

Il Governo berlusconi, con  la Legge 6 agosto 2008, n. 133 art. 123 bis, ha 
invece ribadito la linea della privatizzazione anche dell'acqua , con decadenza 
di ogni gestione non privata a fine 2010.

Se perdiamo sui beni comuni come l'acqua, non avrà piu senso la parola 
"comune", saremo tutti e solo degli individui , " homo homini lupus", e ve lo 
dice uno che si chiama.........antonio lupo -
 portavoce del Comitato Acqua Pubblica della provincia di genova
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Fusione Iride-Enia a Genova resta tutto il mercato

Via libera dai consigli di amministrazione di Iride ed Enia al progetto di fusione delle due società. L' aggregazione prevede la fusione per incorporazione di Enia in Iride che assumerà una nuova denominazione. La sede legale sarà a Reggio Emilia, Genova manterrà il comando del mercato, vale a dire la direzione commerciale (gas, acqua) più il controllo dell' idrico. Il rapporto di cambio è stato fissato in 4,2 azioni Iride ogni 1 azione Enia. Per quanto riguarda la corporate governance è previsto un consiglio di amministrazione composto da 13 membri di cui 2 rappresentanti della minoranza e la costituzione di un comitato esecutivo composto dal presidente e dal vicepresidente del cda, dall' amministratore delegato e dal direttore generale. A seguito dell' operazione il capitale sociale ordinario della società risulterebbe suddiviso tra gli attuali azionisti di Enia e Iride: Finanziaria sviluppo utilities 36%, soci pubblici Enia 24% Equiter (gruppo Intesa SanPaolo) 3%, Fondazione Cassa di risparmio di Torino 3%, Amber Capital 2% e il restante 32% al mercato. Dopo la fusione circa il 7% del capitale sociale sarà costituito da azioni di risparmio privilegiate attualmente detenute da Fct, società interamente controllata dal comune di Torino. I principali punti di forza dell' aggregazione sono rappresentati dalla complementarità nei settori dell' energia elettrica e del gas e dalla capacità di ulteriore sviluppo nella filiera dell' energia ad esempio nel campo della cogenerazione.

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