[isf-ge] A Buenos Aires la decima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici
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- Date: Sun, 12 Dec 2004 21:14:49 +0100 (ora solare Europa occidentale)
Da : http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=680
Mondo - 11.12.2004
Pianeta terra
A Buenos Aires la decima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti
climatici
La premessa a questo vertice è stata positiva. A poche settimane dall?inizio
della conferenza mondiale sul Clima di Buenos Aires, la Russia ha finalmente
accettato di firmare, dopo sette anni di indecisioni e ripensamenti, il
protocollo di Kyoto. Grazie a questa firma i paesi che aderiscono all?intesa
raggiungono la quota maggioritaria del 55 per cento delle emissioni dei gas
serra.
Restano comunque i no degli Stati Uniti d?America, che da soli producono un
quarto degli inquinanti della terra, e dell?Australia. Dal prossimo 16
febbraio i paesi che hanno investito in tecnologia e risparmio energetico
saranno premiati, fanno sapere da Buenos Aires i rappresentanti della
Conferenza. Gli altri rischiano forti multe.
Le quote. L?applicazione operativa del protocollo di Kyoto, che fissa le
quote di inquinamento per ogni paese, è il primo punto all?ordine del giorno
alla Conferenza di Buenos Aires. Le emissioni di gas nocivi sono state
quotate". Una tonnellata di anidride carbonica evitata equivarrà a un premio
che andrà dai sei ai quindici dollari, anche se il prezzo potrebbe salire a
venti. L?Unione Europea ha anche già fissato in quaranta dollari la sanzione
per ogni tonnellata di gas emessa illegalmente.
Entrata in vigore del Protocollo di Kyoto. Il protocollo di Kyoto entrerà
definitivamente in vigore nel febbraio del 2005. Per quella data i paesi
industrializzati dovranno attuare le misure di riduzione dei gas a effetto
serra. Se i paesi non riusciranno a ridurre l?emissione dei gas nel corso
del periodo che va dal 2008 al 2012 potranno subire pesanti sanzioni.
Gli esperti. "Il protocollo di Kyoto di per sè è una cosa veramente inutile
perché non porta a nessuna variazione nella percentuale di anidride
carbonica che entra in atmosfera. Il protocollo ha un valore più che altro
psicologico. Si evidenzia attraverso il protocollo la voglia dei paesi di
trovare un accordo" dice il professor Guido Visconti, docente di Fisica
dell?atmosfera dell?Università de L?Aquila. "Manca poi la firma degli Stati
Uniti che è un elemento molto importante, visto che gli Usa sono il paese
che emette il maggior numero di gas a effetto serra".
"Se si seguono dei modelli, come il protocollo di Kyoto appunto, si deve
sapere che non si avrà mai un?affidabilità totale, e non ha nessun senso. A
questo punto il discorso diventa più cautelativo che altro. La cosa più
importante è cautelarsi contro gli eventuali cambiamenti climatici". Secondo
Vincenzo Ferrara, climatologo dell?Università di Ferrara, "i temi da
discutere sono tanti. Uno dei più importanti è quello dell?elezione
dell?organo preposto al controllo e alle sanzioni per gli inadempienti. E
poi si deve costituire l?organo che si occuperà dell?attuazione del
protocollo stesso". E continua: "Dal punto di vista del sistema climatico si
può dire che il protocollo di Kyoto non sia un granchè. Il calo delle
emissioni che alla fine si dovrebbe riuscire a raggiungere è del 3.5 per
cento, al massimo del 3.6 per cento. D?altra parte l?assenza degli Usa e
dell?Australia rende impossibili risultati diversi. Dal punto di vista
politico però può essere considerato un successo perché per la prima volta
si è riusciti a mettere attorno allo stesso tavolo centottantanove paesi per
discutere dello stesso argomento"
Ma nemmeno Brasile, India e Cina, all?incirca la metà della popolazione e
dell?inquinamento mondiale, sono presenti: "Questo sarà uno dei temi sul
tappeto della Conferenza. Vale a dire come coinvolgere questi paesi che
ormai hanno un peso preponderante sulla scena climatica mondiale. Quando il
31 dicembre del 2012 scadrà il protocollo di Kyoto rivolto solo ai paesi
industrializzati si dovrà trovare una soluzione su come coinvolgere gli
altri. Possiamo dire di essere all?inizio di un lungo percorso."
Che cosa si può fare. "Si deve cercare di risparmiare il più possibile
energia" continua il professor Guido Visconti, "soprattutto bisogna
distribuire il consumo di energia in modo equo fra i vari paesi del mondo.
Pensate che gli Stati Uniti da soli consumano la metà dell?energia che c?è
nel mondo, questo dà un?idea di quale sia il grado di differenza con gli
altri paesi"
Alessandro Grandi
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