[isf-ge] 1-Centro del riciclato a Milano 2-Vivere senza office

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Due piccole news dal mondo del riciclo e del software libero.

Amedeo

1- A Milano il primo centro del "riciclato"


E? stato inaugurato nei giorni scorsi a Milano il Matrec, primo centro
d'eccellenza italiano sui materiali e prodotti riciclati: materiali
riciclati da bottiglie, lattine, giornali, pneumatici, abiti, mobili, CD,
divani ed altro ancora presto si possono vedere, toccare e annusare.
Materiali riciclati che diventano sedute, pavimentazioni, mobili, pannelli
isolanti, lampade e altro, per rendere i prodotti più innovativi, ma
soprattutto ecocompatibili. E' questo il nuovo progetto di Matrec che, da
prima banca dati on-line gratuita sull'ecodesign, si trasforma e diventa
il primo centro d'eccellenza in Italia sui materiali e prodotti riciclati.

Fonte: e-gazette


2- da il manifesto 28 Settembre 2006


Vivere senza Office
F. C.

Vivere senza Office
Microsoft reagisce con soluzioni ibride all'assedio del software di
seconda ondata
Il dominio di Microsoft nel software individuale per l'ufficio è ora messo
in discussione da rivali «open» e da nuovi servizi web, quasi tutti
gratuiti
F. C.

Il mondo degli uffici è dominato da un unico marchio egemone. Si chiama
Microsoft Office ed è un insieme di programmi (una suite) per svolgere in
un ambiente unico e coerente tutte le principali attività di
un'organizzazione: scrivere dei documenti, fare delle elaborazioni
numeriche in una tabella elettronica, gestire un database (un archivio),
preparare delle presentazioni a diapositive da proiettare in convegni e
riunioni. Come
molti sanno quei programmi, impacchettati in Office, si chiamano Word,
Excel, Access, Power Point. La forza di Office dipende anche dal fatto
che, essendo così diffuso, nel tempo si è generato un tipico effetto rete:
se le altre persone con cui interagisco usano quei formati, anch'io, per
comodità, finirò per usarli, assicurandomi una piena e immediata
compatibilità.
Così è andato il mondo del software fino a poco tempo fa. Ma le leggi
della concorrenza dicono che là dove ci siano alti profitti, prima o poi
accorrono altri competitori, che cercheranno di entrare in quel segmento.
E proprio questo sta succedendo. Microsoft lo fece a suo tempo, scalzando
dal mercato altri prodotti che già c'erano, come Lotus 1-2-3, dbase,
WordPerfect (a proposito, al manifesto non c'è solo Valentino Parlato che
usa con la macchina da scrivere, ma anche un redattore che continua
pervicacemente e
usare il sistema operativo Dos e Wordperfect, appunto).
La prima incursione in casa Office è stata quella di un'altra suite da
ufficio, chiamata OpenOffice, dove l'aggettivo open, vuol segnalare
appunto che si tratta di un software aperto e non proprietario,
liberamente scaricabile dagli utenti. Inizialmente si trattava di una
versione assai rudimentale, lenta e meno efficiente, ma nel tempo le cose
sono migliorate, anche grazie all'appoggio non disinteressato ricevuto da
una casa rivale di Microsoft, la Sun Microsystems. Con questo software chi
non abbia esigenze
troppo alte può già oggi fare a meno di Office sul suo computer. Lo stanno
facendo in tanti, per esempio in ambito scolastico e anche nella pubblica
amministrazione, anche per motivi di costi. Fin qua, tuttavia, si tratta
soltanto di un prodotto concorrente, un po' inferiore, ma più economico,
all'interno delle stesse modalità d'uso.
Le cose sono cambiate, e di molto, con la comparsa, da due anni a questa
in qua, di software analoghi, ma in rete. Attenzione: non pacchetti da
scaricare, ma siti su cui entrare e lì scrivere, per esempio, un proprio
documento. In questo caso non c'è bisogno di avere Word sul proprio Pc, ma
semplicemente si va sul sito di uno di questi servizi web e, usando un
programma che risiede lontano, magari in un server svedese o californiano,
si opera direttamente. I siti che offrono simili prestazioni sono ormai
parecchi: Writely (di Google), ThinkFree, Zoho Writer, Writeboard,
Rallypoint, JotSpot Live. Lo stesso avviene per le tabelle elettroniche:
anziché comprare e mettere sul Pc Excel di Microsoft, si ricorre a JotSpot
Tracker, Numsum, iRows, Zoho Street. Per esempio questo articolo è stato
scritto con Writely ed è leggibile da tutti all'indirizzo
http://www.writely.com/View.aspx?docid=df93nrzt_0dxvd7h. Esso peraltro è
modificabile dagli amici che l'autore ha invitato, per averne la
collaborazione.
Sono le prime applicazioni pratiche di una filosofia che prende il nome di
Software on demand, di Web Services, o ancora, più metaforicamente,
Software dal rubinetto. In quest'ultima versione si tratterebbe di usare
la rete come un acquedotto, e di pagare a consumo le prestazioni di
computer lontani. In realtà molti di questi programmi sono gratuiti e chi
li offre si rifà con le inserzioni pubblicitarie.
Questo fenomeno è figlio della tecnologia e della politica. Della
tecnologia nel senso che per poter funzionare occorre un collegamento a
banda larga, perché le interazioni con il computer lontano siano veloci
come quelle con il proprio Pc. E' stato necessario anche che i
programmatori inventassero uno speciale linguaggio (chiamiamolo così)
detto Ajax, grazie al quale le pagine web diventassero anche scrivibili.
Ma insieme a queste
tecniche, da dieci anni a questa parte, si è sviluppata anche una cultura
di rete collaborativa, talora persino ispirata alla gratuità. La miscela
di queste due novità ha fatto divampare l'enorme quantità di siti e
servizi che vanno ormai sotto il nome di Web 2.0, ovvero il web della
seconda ondata. Un'ampia collezione di queste strane creature dai nomi
stravaganti si può vedere in un apposito sito-catalogo, www.go2web20.net.
Ma come reagisce Microsoft a questa «aggressione»? Facendo saggiamente
buon viso alle novità e cercando di farle convivere con il proprio
modello. In sostanza si prepara anch'essa a offrire software di rete, per
esempio il suo programma di scrittura di base, chiamato Works, e cercando
di immaginare un mix tra il nuovo Office e alcuni servizi supplementari
nel suo sito Office Live, ufficio vivo, un progetto tuttora in sviluppo
all'indirizzo http://officelive.microsoft.com.
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