[inform_azione] la discussione tra noi e la chiesa valdese sull'8per mille


Inizio messaggio inoltrato:

Da: carlo tagliacozzo <carlo.tagliacozzo@xxxxxxxxx>
Oggetto: la discussione tra noi e la chiesa valdese sull'8per mille
Data: 30 aprile 2012 15:31:11 GMT+02:00
A: destinatari-ignoti:;


molti di voi sapranno che è in corso una campagna per sospendere per un anno 
l'8per mille alla Chiesa Valdese in quanto da parte loro devono decidere se 
rinnovare un finanziamento al progetto "Saving Children" del  Centro Peres . 
Non rifaccio la storia di come siamo giunti a questo passo, troverete le 
spiegazioni nella risposta che come responsabile della Campagna e non del 
Movimento BDS Italia ho scritto sul Manifesto. Ribadisco che la nostra 
iniziativa vuole essere di stimolo e una spinta per una decisione che fino ad 
ora la Chiesa  non è riuscita a prendere , un'iniziativa partita da molti di 
noi assidui firmatari per anni dell'8 per mille alla Chiesa Valdese. Nel caso 
che qualcuno non abbia letto la nostra proposta ri -incollo il tutto pregandovi 
di fare circolare la nostra iniziativa.Un caro saluto carlo tagliacozzo

l'articolo della moderatora  comparso sul manifesto il 25 aprile
 
http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/ricerca/nocache/1/manip2n1/20120425/manip2pg/15/manip2pz/321730/manip2r1/maria%20bonafede/

e la nostra risposta comparsa sempre sul Manifesto il 28 aprile

http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/ricerca/nocache/1/manip2n1/20120428/manip2pg/15/manip2pz/321922/manip2r1/carlo%20tagliacozzo/

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Le ragioni per non firmare il contributo dell'8 per mille alla Chiesa Valdese
Non vogliamo che la Chiesa Valdese con i nostri contributi dell'8 per mille 
finanzi il Centro Peres

Manda un tuo messaggio alla Chiesa Valdese:
http://www.stopagrexcoitalia.org/iniziative/online/289-centro-peres.html

Qualche mese fa abbiamo saputo che la Chiesa Valdese, attraverso i fondi dell'8 
per mille, intende continuare a finanziare il progetto del Centro Peres “Saving 
Children”, giustificando questa decisione con la volontà di permettere la cura 
di bambini palestinesi malati in ospedali israeliani. Il progetto sembra del 
tutto nobile e generoso, ma la realtà si presenta molto differente.

La nostra opposizione al progetto ha portato all’invio di molte lettere ai 
valdesi, abbiamo prodotto un dossier di documentazione che abbiamo spedito ai 
responsabili della Chiesa, abbiamo avuto un incontro a Roma l'8 marzo scorso 
presenti i massimi responsabili della Chiesa. Per spiegare le motivazioni che 
ci vedono nettamente contrari all'uso dei fondi dell’8 per mille (che molti di 
noi affidano ai Valdesi) al Centro Peres ci siamo affidati alla competenza del 
Prof. Stefanini, che è stato per anni responsabile dell'OMS per i Territori 
Occupati, nonché responsabile della Cooperazione Italiana, e che ha avuto 
rapporti sia con il Centro Peres, sia con il progetto “Saving Children” (da non 
confondere con Save the Children).  Inoltre abbiamo individuato progetti 
palestinesi, alternativi a quello del Centro Peres, per curare i bambini 
palestinesi, e molto probabilmente uno o due progetti palestinesi verranno 
finanziati dai Valdesi.

Tuttavia né quest’ultimo finanziamento né la decisione definitiva rispetto a 
quello a favore di “Saving children” verranno decisi prima di luglio, e quindi 
non sarà possibile sapere in tempo utile per la dichiarazione dei redditi del 
corrente anno se il nostro intervento ha sortito gli effetti sperati. Per 
questa ragione chiediamo a chi solidarizza con la causa palestinese di 
sospendere per l’anno in corso la destinazione dell'8 per mille alla Chiesa 
Valdese, nella convinzione che, se si vogliono aiutare i bambini palestinesi, è 
alla sanità palestinese che vanno destinati gli aiuti, e non a strutture 
israeliane.

Inviteremo a riprendere la devoluzione dell’8 per mille alla chiesa valdese se 
e quando verranno accolte le nostre obiezioni e le nostre proposte.

Non si può tacere il disegno politico che soggiace a una simile operazione. Il 
Centro Peres si fa bello del dialogo tra palestinesi e israeliani, ma si 
astiene dal criticare la politica del governo che sotto gli occhi della 
comunità mondiale si fa beffe del diritto internazionale, favorendo 
l'espansione delle colonie con il furto dell'acqua e della terra palestinese. 
Il cosiddetto “dialogo”, così come inteso da progetti come “Saving children”, 
serve principalmente a rendere accettabile il regime di occupazione. Ben altro 
sono quelle associazioni israeliane e i loro attivisti che insieme ai 
palestinesi si impegnano per resistere in modo nonviolento al regime di 
apartheid e di occupazione, ai quali va la nostra solidarietà.

Vogliamo chiarire in modo inequivocabile che la nostra azione  intende  
sostenere la Chiesa Valdese nel prendere una decisione evidentemente difficile, 
consapevoli del suo forte contributo nel sostegno ai progetti sociali e della 
sua netta collocazione nel campo democratico. 

Movimento BDS Italia 19 aprile 2012
bdsitalia@xxxxxxxxx

Scrivi alla Chiesa Valdese:
http://www.stopagrexcoitalia.org/iniziative/online/289-centro-peres.html

Sintesi della lettera del Prof. Angelo Stefanini alla Chiesa Valdese

In sintesi, il Prof. Stefanini sostiene quanto segue:
 
1) Ragioni di opportunità. In un contesto come quello palestinese, non si può 
prescindere dal contesto generale. Ogni intervento deve rispettare la legalità 
internazionale e tener conto dell’eventuale impatto sul conflitto. In questo 
progetto viene eluso totalmente l’obiettivo di contribuire al rafforzamento 
delle istituzioni destinatarie locali, ossia quelle palestinesi. Al contrario, 
vengono favoriti, anche dal punto di vista economico, gli ospedali israeliani, 
penalizzando invece i nascenti centri specialistici palestinesi, in cui operano 
gratuitamente con regolare frequenza anche valenti professionisti italiani. 
Inoltre “Saving  children” non prende in considerazione gli ospedali presenti 
in Giordania ed Egitto, ma solo quelli israeliani, per i diversi interventi 
terapeutici sui piccoli pazienti palestinesi.
 
2) Perplessità di carattere tecnico. All’inzio non è stata coinvolta nessuna 
istituzione palestinese, poi si è fatto ricorso all’ONG locale “Panorama”, 
sconosciuta ai palestinesi. Nel caso del progetto 'Saving Children', 
l’opposizione continua del Centro Peres al coinvolgimento attivo del Ministero 
della Salute palestinese e il fatto di non aver coinvolto, almeno fino al 2008, 
il Consolato italiano a Gerusalemme ha avuto effetti negativi sul progetto, tra 
cui l’uscita dalla scena della Cooperazione Italiana, compresa la Regione 
Emilia-Romagna, che nel 2011 ha deciso di non continuare il finanziamento.
Non si sono prese in considerazione le innumerevoli, e a volte insormontabili, 
difficoltà, di movimento dei piccoli pazienti e delle loro famiglie a causa 
della struttura di controllo dell’occupazione israeliana nei territori occupati.
Infine, il Peres Centre incassa una consistente percentuale (almeno il 14%) per 
individuare l’ospedale più idoneo in Israele, che a sua volta trattiene la sua 
parte. Così, fondi destinati alla ‘ cooperazione con paesi in via di sviluppo’ 
finiscono a finanziare strutture private di un paese ricco e tra i primi al 
mondo per sviluppo tecnologico.
 
3) Ragioni di principio. Il Centro Peres per la Pace sostiene di favorire la 
collaborazione ed il dialogo tra le parti in conflitto, per facilitare la pace 
e la riconciliazione. Ciò prescinde dalle vicende storiche che stanno alla base 
del problema e questa amnesia rappresenta uno dei maggiori successi della 
propaganda israeliana. Questi progetti finiscono per dare l’idea di una 
situazione di uguaglianza tra i due parti in conflitto. Si tratta di una 
finzione. Questi progetti sono funzionali al mantenimento della disparità di 
condizione tra i contendenti. Importanti personalità israeliane, come l’ex vice 
sindaco di Gerusalemme Meron Benvenisti, hanno denunciato questo aspetto delle 
attività del Centro Peres, volte ad  “addestrare la popolazione palestinese ad 
accettare la sua inferiorità”.

4) Va infine rilevato che il fondatore del Centro, Shimon Peres, è da sempre 
uno dei maggiori artefici e sostenitori delle politiche di occupazione dei 
territori occupati e delle  azioni militari più sanguinose messe in atto da 
Israele. Risulta per lo meno paradossale che si presentino alla popolazione 
palestinese delle attività umanitarie e a favore della pace utilizzando il suo 
nome.

Per maggiori informazioni, scarica il documento "Le ragioni di una opposizione 
al finanziamento al Centro Peres"
http://www.stopagrexcoitalia.org/images/stories/pdfs/CentroPeres.pdf




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