[inform_azione] la discussione tra noi e la chiesa valdese sull'8per mille
- From: Diego Iracà <d_ego_1969@xxxxxxxx>
- To: inform_azione@xxxxxxxxxxxxx
- Date: Mon, 30 Apr 2012 15:35:59 +0200
Inizio messaggio inoltrato:
Da: carlo tagliacozzo <carlo.tagliacozzo@xxxxxxxxx>
Oggetto: la discussione tra noi e la chiesa valdese sull'8per mille
Data: 30 aprile 2012 15:31:11 GMT+02:00
A: destinatari-ignoti:;
molti di voi sapranno che è in corso una campagna per sospendere per un anno
l'8per mille alla Chiesa Valdese in quanto da parte loro devono decidere se
rinnovare un finanziamento al progetto "Saving Children" del Centro Peres .
Non rifaccio la storia di come siamo giunti a questo passo, troverete le
spiegazioni nella risposta che come responsabile della Campagna e non del
Movimento BDS Italia ho scritto sul Manifesto. Ribadisco che la nostra
iniziativa vuole essere di stimolo e una spinta per una decisione che fino ad
ora la Chiesa non è riuscita a prendere , un'iniziativa partita da molti di
noi assidui firmatari per anni dell'8 per mille alla Chiesa Valdese. Nel caso
che qualcuno non abbia letto la nostra proposta ri -incollo il tutto pregandovi
di fare circolare la nostra iniziativa.Un caro saluto carlo tagliacozzo
l'articolo della moderatora comparso sul manifesto il 25 aprile
http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/ricerca/nocache/1/manip2n1/20120425/manip2pg/15/manip2pz/321730/manip2r1/maria%20bonafede/
e la nostra risposta comparsa sempre sul Manifesto il 28 aprile
http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/ricerca/nocache/1/manip2n1/20120428/manip2pg/15/manip2pz/321922/manip2r1/carlo%20tagliacozzo/
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Le ragioni per non firmare il contributo dell'8 per mille alla Chiesa Valdese
Non vogliamo che la Chiesa Valdese con i nostri contributi dell'8 per mille
finanzi il Centro Peres
Manda un tuo messaggio alla Chiesa Valdese:
http://www.stopagrexcoitalia.org/iniziative/online/289-centro-peres.html
Qualche mese fa abbiamo saputo che la Chiesa Valdese, attraverso i fondi dell'8
per mille, intende continuare a finanziare il progetto del Centro Peres “Saving
Children”, giustificando questa decisione con la volontà di permettere la cura
di bambini palestinesi malati in ospedali israeliani. Il progetto sembra del
tutto nobile e generoso, ma la realtà si presenta molto differente.
La nostra opposizione al progetto ha portato all’invio di molte lettere ai
valdesi, abbiamo prodotto un dossier di documentazione che abbiamo spedito ai
responsabili della Chiesa, abbiamo avuto un incontro a Roma l'8 marzo scorso
presenti i massimi responsabili della Chiesa. Per spiegare le motivazioni che
ci vedono nettamente contrari all'uso dei fondi dell’8 per mille (che molti di
noi affidano ai Valdesi) al Centro Peres ci siamo affidati alla competenza del
Prof. Stefanini, che è stato per anni responsabile dell'OMS per i Territori
Occupati, nonché responsabile della Cooperazione Italiana, e che ha avuto
rapporti sia con il Centro Peres, sia con il progetto “Saving Children” (da non
confondere con Save the Children). Inoltre abbiamo individuato progetti
palestinesi, alternativi a quello del Centro Peres, per curare i bambini
palestinesi, e molto probabilmente uno o due progetti palestinesi verranno
finanziati dai Valdesi.
Tuttavia né quest’ultimo finanziamento né la decisione definitiva rispetto a
quello a favore di “Saving children” verranno decisi prima di luglio, e quindi
non sarà possibile sapere in tempo utile per la dichiarazione dei redditi del
corrente anno se il nostro intervento ha sortito gli effetti sperati. Per
questa ragione chiediamo a chi solidarizza con la causa palestinese di
sospendere per l’anno in corso la destinazione dell'8 per mille alla Chiesa
Valdese, nella convinzione che, se si vogliono aiutare i bambini palestinesi, è
alla sanità palestinese che vanno destinati gli aiuti, e non a strutture
israeliane.
Inviteremo a riprendere la devoluzione dell’8 per mille alla chiesa valdese se
e quando verranno accolte le nostre obiezioni e le nostre proposte.
Non si può tacere il disegno politico che soggiace a una simile operazione. Il
Centro Peres si fa bello del dialogo tra palestinesi e israeliani, ma si
astiene dal criticare la politica del governo che sotto gli occhi della
comunità mondiale si fa beffe del diritto internazionale, favorendo
l'espansione delle colonie con il furto dell'acqua e della terra palestinese.
Il cosiddetto “dialogo”, così come inteso da progetti come “Saving children”,
serve principalmente a rendere accettabile il regime di occupazione. Ben altro
sono quelle associazioni israeliane e i loro attivisti che insieme ai
palestinesi si impegnano per resistere in modo nonviolento al regime di
apartheid e di occupazione, ai quali va la nostra solidarietà.
Vogliamo chiarire in modo inequivocabile che la nostra azione intende
sostenere la Chiesa Valdese nel prendere una decisione evidentemente difficile,
consapevoli del suo forte contributo nel sostegno ai progetti sociali e della
sua netta collocazione nel campo democratico.
Movimento BDS Italia 19 aprile 2012
bdsitalia@xxxxxxxxx
Scrivi alla Chiesa Valdese:
http://www.stopagrexcoitalia.org/iniziative/online/289-centro-peres.html
Sintesi della lettera del Prof. Angelo Stefanini alla Chiesa Valdese
In sintesi, il Prof. Stefanini sostiene quanto segue:
1) Ragioni di opportunità. In un contesto come quello palestinese, non si può
prescindere dal contesto generale. Ogni intervento deve rispettare la legalità
internazionale e tener conto dell’eventuale impatto sul conflitto. In questo
progetto viene eluso totalmente l’obiettivo di contribuire al rafforzamento
delle istituzioni destinatarie locali, ossia quelle palestinesi. Al contrario,
vengono favoriti, anche dal punto di vista economico, gli ospedali israeliani,
penalizzando invece i nascenti centri specialistici palestinesi, in cui operano
gratuitamente con regolare frequenza anche valenti professionisti italiani.
Inoltre “Saving children” non prende in considerazione gli ospedali presenti
in Giordania ed Egitto, ma solo quelli israeliani, per i diversi interventi
terapeutici sui piccoli pazienti palestinesi.
2) Perplessità di carattere tecnico. All’inzio non è stata coinvolta nessuna
istituzione palestinese, poi si è fatto ricorso all’ONG locale “Panorama”,
sconosciuta ai palestinesi. Nel caso del progetto 'Saving Children',
l’opposizione continua del Centro Peres al coinvolgimento attivo del Ministero
della Salute palestinese e il fatto di non aver coinvolto, almeno fino al 2008,
il Consolato italiano a Gerusalemme ha avuto effetti negativi sul progetto, tra
cui l’uscita dalla scena della Cooperazione Italiana, compresa la Regione
Emilia-Romagna, che nel 2011 ha deciso di non continuare il finanziamento.
Non si sono prese in considerazione le innumerevoli, e a volte insormontabili,
difficoltà, di movimento dei piccoli pazienti e delle loro famiglie a causa
della struttura di controllo dell’occupazione israeliana nei territori occupati.
Infine, il Peres Centre incassa una consistente percentuale (almeno il 14%) per
individuare l’ospedale più idoneo in Israele, che a sua volta trattiene la sua
parte. Così, fondi destinati alla ‘ cooperazione con paesi in via di sviluppo’
finiscono a finanziare strutture private di un paese ricco e tra i primi al
mondo per sviluppo tecnologico.
3) Ragioni di principio. Il Centro Peres per la Pace sostiene di favorire la
collaborazione ed il dialogo tra le parti in conflitto, per facilitare la pace
e la riconciliazione. Ciò prescinde dalle vicende storiche che stanno alla base
del problema e questa amnesia rappresenta uno dei maggiori successi della
propaganda israeliana. Questi progetti finiscono per dare l’idea di una
situazione di uguaglianza tra i due parti in conflitto. Si tratta di una
finzione. Questi progetti sono funzionali al mantenimento della disparità di
condizione tra i contendenti. Importanti personalità israeliane, come l’ex vice
sindaco di Gerusalemme Meron Benvenisti, hanno denunciato questo aspetto delle
attività del Centro Peres, volte ad “addestrare la popolazione palestinese ad
accettare la sua inferiorità”.
4) Va infine rilevato che il fondatore del Centro, Shimon Peres, è da sempre
uno dei maggiori artefici e sostenitori delle politiche di occupazione dei
territori occupati e delle azioni militari più sanguinose messe in atto da
Israele. Risulta per lo meno paradossale che si presentino alla popolazione
palestinese delle attività umanitarie e a favore della pace utilizzando il suo
nome.
Per maggiori informazioni, scarica il documento "Le ragioni di una opposizione
al finanziamento al Centro Peres"
http://www.stopagrexcoitalia.org/images/stories/pdfs/CentroPeres.pdf
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