[FLUG] Re: Hamlet FM 560

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On Tue, Apr 22, 2003 at 09:58:32PM +0200, Andrea wrote:

> >farlo), ma non esiste produttore che supporti Linux e NON Windows.
> Beh ma non dico che il produttore non dovrebbe supportare win, ma che 
> dovrebbe supportare _anche_ linux, come ad esempio supporta mac!

Forse non mi sono spiegato bene, intendevo dire che Linux non è ancora un
investimento conveniente.
Un produttore valuta il target tipico dei suoi prodotti, se per supportare
quel 15% (e sparo alto) che usa Linux deve spendere quanto o, in
proporzione, di più di quel che spende per supportare il restante 85% non lo
fa, punto.
A meno che non si tratti di prodotti fortemente specializzati, ma qui il
discorso cambia, perché di solito mancano le alternative e ci si può
permettere di fare prezzi più alti.

> Cmq io non sono assolutamente pratico delle questioni economiche e di 
> mercato, ma ingenuamente: cosa gli costa ad un produttore scrivere anche 
> un driver per linux? O quantomeno spianare la strada agli stuoli di 
> volontari che scriverebbero spontaneamente un driver, operazione 
> "facile" con in mano i dettagli tecnici della periferica?

Su questi punti ha già risposto egregiamente Filippo. :-)

> windows. Oppure semplicemente ancora attorno a linux non girano poi 
> molti soldi? Cioe': l'altro giorno guardavo su chl le schede video, e ho 
> notato che nell'ATI Fire GL qualcosa, c'era anche linux tra i sistemi 
> operativi supportati (ed era anche scritto prima di windows... :-)! 
> Forse perche' quella e' una scheda da 1000 euro? E come mai invece nelle 
> periferiche-giochini per l'utente casalingo non se lo fila nessuno il 
> pinguino?!

Hai centrato in pieno il punto e, se ci fai caso, è esattamente il mio
discorso di cui sopra.
Perché le cose cambino, come tu stesso dici, è necessario che Linux
raggiunga una massa critica di utenti tale da rendere convenienti gli
investimenti necessari a supportarlo.
E questo, IMHO, è legato a doppio filo alla sua capacità di porsi come
alternativa a M$ sul desktop, battaglia durissima e nella quale parte
in svantaggio (non è pessimismo, è realismo).

> Ma secondo voi e' proprio vero che non sta cambiando niente? Proprio 
> adesso e' uscita un'altra rivista dedicata a linux (linux pro; l'avete 

Ho visto la copertina e mi è bastato: chiamare distro FreeBSD non mi sembra
una gran credenziale...

> letta? come vi sembra?). Vuol dire che c'e' sempre piu' gente disposta a 
> comprarla o no? Vedremo mai la fine del tunnel?

Purtroppo, Linux oggi è anche un fenomeno di moda: fa figo averlo, tutti lo
vogliono provare e le riviste - che, per inciso, salvo qualche eccezione
hanno tutte un taglio editoriale molto basso - prosperano su questo.
Ma non è su queste cose che si vince la partita: molti lo provano, lo
tengono per un po' ma alla prima difficoltà VERA, quella che risolvi solo a
suon di documentazione e approfondimenti, tornano a Win.
La cosa davvero interessante, per valutare la portata del "wind of change",
sarebbe sapere quanti passano a Linux definitivamente: qualcuno ha qualche
cifra o dei riferimenti?
Quando questi saranno abbastanza, forse accadrà quello che tu e tutti noi ci
auguriamo, sempre che la lobby non trovi un sistema per impedirlo (chi ha
detto Palladium o come accidenti si chiama adesso?).

-- 
#include <best/regards.h>

BlueRaven

There are only 10 types of people in this world...
those who understand binary, and those who don't.
-- 
Bill Gates : "No! Nel nostro software non ci sono bug significativi che un 
numero significativo di utenti vuol vedere corretti."

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