[dumbo] forse, sarà tutto inutile quello che stiamo facendo .....(uno dei primi Consigli dei ministri blocchera' l'autonomia universitaria)

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  • Date: Thu, 31 May 2001 13:11:30 +0200

forse, sarà tutto inutile quello che stiamo facendo .....

stando alle parole di Giuseppe Palumbo, esponente di Forza Italia, secondo cui, 
in analogia a quanto accadra' per la riforma dei cicli scolastici, uno dei 
primi Consigli dei ministri blocchera' l'autonomia universitaria. 

ecco l'articolo completo.

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Sui nuovi Albi l'incognita Universita'
Soddisfatti gli ingegneri che invitano a limitare i danni
Albi su due livelli modellati sulla base della riforma universitaria: la 
riforma e' costata un anno di lavoro della commissione di esperti presieduta da 
Giampaolo Rossi, che l'ha discussa con i vertici degli Ordini potrebbe finire 
cestinata (o congelata) subito dopo la pubblicazione sulla «Gazzetta 
Ufficiale». Almeno questo potrebbe essere il destino stando alle parole di 
Giuseppe Palumbo, esponente di Forza Italia, secondo cui, in analogia a quanto 
accadra' per la riforma dei cicli scolastici, uno dei primi Consigli dei 
ministri blocchera' l'autonomia universitaria. Senza i nuovi corsi in sequenza 
della laurea e della laurea specialistica - cui ha lavorato fin dal '97 il 
sottosegretario all'Universita', Luciano Guerzoni - verrebbe meno il 
presupposto per gli Albi in due sezioni, rispettivamente per i possessori dei 
titoli di primo e di secondo livello. E anche per i diplomati universitari, che 
hanno atteso giusto dieci anni per vedere sancito uno sbocco professionale.

«Non abbiamo mai nascosto - afferma Sergio Polese, presidente del Consiglio 
nazionale degli ingegneri - la nostra opposizione alla riforma per le 
conseguenze sul grado di preparazione dei giovani e per le ricadute sul fronte 
professionale. Quindi se il nuovo Governo ci rimettera' mano non potremo che 
essere contenti. Tuttavia, con questo non auspichiamo confusione nel Paese: la 
riforma universitaria e' piu' dannosa che utile ma bisogna trovare il modo per 
limitare i danni».

Tuttavia, e' proprio nell'area di ingegneria (e di economia) che i vecchi corsi 
triennali dei diplomi universitari hanno prodotto i migliori risultati circa la 
contendibilita' dei titolari sul mercato del lavoro privato, con il paradosso 
dell'esclusione dall'attivita' professionale. E sembra che (si vedano i servizi 
a pagina 7) sia difficile bloccare d'imperio la progettualita' degli atenei che 
hanno esercitato l'autonomia nell'offerta formativa. E dunque ci sara' comunque 
bisogno di una rispondenza sul piano degli ordinamenti professionali.

Per William Santorelli, presidente del Consiglio nazionale dei ragionieri, 
l'aver affidato la "fusione" con i dottori commercialisti a una legge ordinaria 
- dopo aver concordato il percorso e le regole per il periodo transitorio - 
mette al riparo l'allenza dagli scossoni che potrebbero tormentare la riforma 
universitaria. «Tuttavia - spiega Santorelli - come cittadino spero che 
l'impianto del "3+2", che e' condiviso a livello europeo, non sia 
rivoluzionato».

Secondo Francesco Serao, presidente del Consiglio nazionale dei dottori 
commercialisti, e' irragionevole "fermare le macchine" nel momento in cui i 
ragazzi devono scegliere a quale corso immatricolarsi. «Certo - ammette Serao - 
la riforma potra' essere corretta in itinere. E anche il regolamento relativo 
alle professioni potra' essere emendato, magari anche sulla questione della 
qualifica per i laureati, che sta a cuore agli Ordini dell'area tecnica». 
Piuttosto, il Governo - chiede Serao - deve concentrarsi su altri temi, primo 
fra tutti la legge sul federalismo che tra le materie affidate "in concorrenza" 
alle Regioni prevede anche le professioni. Proprio l'espressione generica - 
secondo Serao - potrebbe portare a una legislazione a mo' di Arlecchino. Un 
pericolo che va evitato a tutti i costi.

Il confronto sul regolamento per "coniugare" riforma universitaria e requisiti 
per l'accesso agli Albi, redistribuendo anche le competenze tra i due livelli 
degli Ordini, ha di nuovo messo sotto i riflettori i rapporti tra professioni 
che occupano spazi "vicini".

«Dal testo definitivo del regolamento - afferma Giorgio Bianchet, presidente 
del Consiglio nazionale dei periti industriale - e' sparito l'articolo che 
demandava a successivi regolamenti la possibilita' di federare o a unificare 
Ordini e Collegi il cui oggetto professionale tende in piu' punti a 
sovrapporsi. Ora questo compito va esercitato direttamente dalle professioni, 
che devono trovare la forza di sedersi attorno a un tavolo anche per discutere 
delle competenze».

L'obiettivo di Bianchet e' mettere fine - attraverso la concertazione tra le 
categorie - alle lunghe querelle giudiziarie sulle attribuzioni. Secondo il 
presidente dei periti industriali il regolamento approvato giovedi' scorso 
dovra' essere corretto in base all'accordo tra le categorie che potrebbe 
mettere fine alla duplice possibilita' di accesso dei laureati. La ripartizione 
- prefigura Bianchet - verra' razionalizzata nel senso che i laureati saranno 
iscritti ai Collegi, mentre i laureati specialisti faranno capo agli Ordini.

Attraverso il regolamento approvato giovedi' scorso, la "conquista" della 
laurea - oltre che una garanzia per migliorare la preparazione dei 
professionisti - ha fatto si' che i Collegi abbiano finalmente un passaporto 
per l'Europa: la direttiva 92/51 Cee consente infatti il riconoscimento 
reciproco di professionalita' che hanno alle spalle tre anni di formazione post 
secondaria.

fonte:http://www.ziqqurat.net/Notizie/30052001-2.htm
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