[dumbo] Rif: Re: Brutte novita' sui concorsi ...

  • From: Stefano Setti <skyjump@xxxxxx>
  • To: dumbo@xxxxxxxxxxxxx
  • Date: Fri, 5 Apr 2002 11:40:51 CEST


> 
> Da: Mauro Colorio <linuxbox@xxxxxxxxxxxx>
> Data: 05/04/2002 10:10
> A: dumbo@xxxxxxxxxxxxx
> Oggetto: [dumbo] Re: Brutte novita' sui concorsi ...
> 
> 
> Stefano Setti wrote:
> 
> >Si potrebbe dire che ora il comune e la provincia
> >abbiano sancito l'equipollenza tra il diploma e la laurea di primo livello, 
> >tramite i bandi di concorso.
> >
> >situazione Precedente:
> >
> > diploma universitario --> Livello D14
> > laurea --> Livello D15
> >
> >ora
> > 
> > diploma universitario oppure 
> > diploma di laurea (di durata almeno triennale) --> Livello  D14
> >
> >diploma di laurea (di durata almeno quadriennale) --> livello D15
> >
> 
> a me sembra piu' che legittima una soluzione del genere ed e' corretto 
> anche che (vista l'equiparazione)
> i Laureati di secondo livello possano fare i concorsi dei laureati di 
> primo, inquanto per conseguire una laurea di secondo livello
> devicomunque frequentare i corsi di una laurea di primo, se non ci garba 
> uno puo' sempre pensare di frequentare gli ultimi due anni.
> 

sulle lauree di 2° livello niente da dire, ma sulle vecchie lauree si,  le 
vecchie lauree e i diplomi sono profondamente diverse, i diplomi danno una 
preparazione tecnica che le vecchie lauree non danno , quindi per i concorsi 
tecnici (D14) non è giusto dare accesso anche ai laureati di 5 anni che non 
hanno quella preparazione.
Comunque anche per le lauree di 2° livello, ho sentito che bisogna scegliere 
subito se fare la laurea di 1° livello o quella di 2° livello, perchè si 
seguono percorsi differenti,
meno pratici e piu' teorici. quindi .....

quello che piu' scoccia comunque è che è stata emanata una circolare della 
Presidenza Consiglio dei Ministri - Dipartimento Funzione Pubblica 
27 dicembre 2000, n. 6350/4.7 

che dice:
Oggetto: Valenza ai fini dell'accesso al pubblico impiego dei titoli 
universitari previsti dall'art. 3 del regolamento in materia di autonomia 
didattica degli atenei, adottato con decreto del Ministro dell'università e 
della ricerca scientifica e tecnologica n. 509 del 3 novembre 1999

L'art. 3 del regolamento in materia di autonomia didattica degli atenei 
adottato, ai sensi dell'art. 17 comma 95 della legge 15 maggio 1997, n. 127, 
con decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e 
tecnologica n. 509 del 3 novembre 1999, nel definire i criteri generali 
dell'ordinamento degli studi dei corsi universitari ha indicato la nuova 
tipologia dei titoli di studio rilasciati dalle Università, prevedendo titoli 
di primo livello denominati "laurea" (L) e di secondo livello denominati 
"laurea specialistica" (LS).

Considerato che i suddetti nuovi titoli di primo livello verranno rilasciati 
dagli atenei che hanno dato attuazione alla riforma, ai sensi della suindicata 
normativa, fin dall'anno accademico in corso, anticipando l'attuazione 
generalizzata della riforma degli studi universitari che avverrà nell'anno 
accademico 2001/2002, va segnalata l'esigenza anche sulla base di quanto 
puntualmente rappresentato dal Ministero dell'università e della ricerca 
scientifica e tecnologica, con nota del 14 dicembre 2000 prot. 4793/SG di 
definire le concrete prospettive ai fini occupazionali presso le 
amministrazioni pubbliche e di individuare la valenza dei nuovi titoli 
universitari quali requisiti per l'accesso alle qualifiche dirigenziali e non 
dirigenziali nel pubblico impiego.

In considerazione dell'elevata e specifica qualificazione professionale 
necessaria per lo svolgimento delle funzioni dirigenziali, le amministrazioni 
pubbliche in indirizzo dovranno individuare, quali requisiti per l'accesso 
previsti dall'articolo 28 del decreto legislativo 3 febbraio 1993 n. 29 come 
successivamente modificato ed integrato, fermo restando il valore dei titoli 
attualmente previsti, i seguenti titoli:

per i dipendenti di ruolo di pubbliche amministrazioni di cui all'art. 28, 
comma 2, lettera a), del citato decreto n. 29/1993, che abbiano compiuto cinque 
anni di servizio svolti in posizioni funzionali per l'accesso alle quali e' 
richiesto il diploma di laurea, il diploma di laurea nelle classi coerenti con 
le professionalità da selezionare; 
per i non dipendenti di amministrazioni pubbliche ovvero per i dipendenti 
sprovvisti dei requisiti di servizio sopra indicati di cui all'art. 28, comma 
2, lettera b), del decreto n. 29/1993, il diploma di laurea specialistica (LS), 
fermo restando il possesso di qualificazioni post universitarie previsto dallo 
stesso art. 28. 
Per le qualifiche non dirigenziali i titoli previsti dai Contratti collettivi 
di lavoro quali requisiti per l'accesso alle posizioni C1, C2, C3 del comparto 
Ministeri, nonché per l'accesso alle equivalenti qualifiche degli altri 
comparti, devono ritenersi equivalenti, sulla base del nuovo ordinamento degli 
studi e dei corsi universitari, al prescritto titolo di studio di primo livello 
denominato laurea (L) previsto dall'art. 3 del citato regolamento ministeriale.
----
C1,C2,C3 comparto ministeri equiovalgono  a D1,D2,D3 comparto enti locali 
(comune e provincia)

quindi l'accesso a TUTTI i concorsi NON DIRIGENZIALI e un nostro diritto.

Diritto che viene prevaricato dai chi sta bandendo i concorsi in comune e 
provincia in questo momento.

L'università invece nei suoi concorsi si è adeguata alla circolare (peccato che 
la finanziaria 2002 abbia bloccato per quest'anno i concorsi)

il comune e la provincia essendo enti locali possono bandire nuovi concorsi, 
pero noi se la situazione permane potremo fare solo i concorsi D14 ( negli 
ultimi 10 anni ne sono usciti 3) , mentre ai D15 non ci lasciano partecipare 
anche se sarebbe un nostro diritto.

Occorrebbe, e parlo al gruppo di riferimento, un'azione congiunta, magari 
supportati anche dall'università che ha tutto l'interesse a promuovere le nuove 
lauree, contro provincia e comune di trento affinchè i nostri diritti non 
vengano lesi.


sono stufo di vedere i nostri diritti calpestati (prima come diplomati, e 
adesso come laureati di I° livello), continuamente presi in giro...., e credo 
che la situazione rimarra questa.


> ciao
> Mauro
> 
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