[dumbo] Bloccare la riforma? Meglio correggerla

  • From: Cristian Prosser <cprosser@xxxxxxxxxx>
  • To: Dumbo <dumbo@xxxxxxxxxxxxx>
  • Date: Tue, 05 Jun 2001 15:10:53 +0200



CHE FARE ADESSO DELL'UNIVERSITA'

di ANGELO PANEBIANCO

C'e`=E8 un ministero di cui si parla poco mentre si attende
l'annuncio della formazione del governo. E' quello della Pubblica
Istruzione (con annesse Universit=E0a` e Ricerca scientifica).
Eppure, =E8 una poltrona che rischia di essere caldissima. Scuola e
Universit=E0a` sono, in questo momento, =ABcantieri aperti=BB a causa
delle radicali riforme innescate dal centrosinistra. A seconda
dell'atteggiamento che il centrodestra assumer=E0a` rispetto a
queste riforme cambiera`=E0 in un senso o nell'altro il destino
delle nostre istituzioni educative. Per giunta, trattandosi di
tradizionali bacini elettorali del centrosinistra, Scuola e
Universit=E0 saranno anche cruciali banchi di prova per la nuova
classe di governo: essa dovr=E0 mettere particolare impegno per
dimostrare di essere capace di fare una seria ed efficace
politica nel settore educativo. Insieme ai Beni Culturali quello
della Pubblica Istruzione =E8, infatti, il ministero in cui il
centrodestra si giochera`=E0 la possibilita`=E0 di sfidare una
egemonia culturale che, finora, =E8 appartenuta ai suoi avversari.
E' anche nell'interesse del centrodestra che quel ministero vada
a una personalit=E0a` di alto profilo, e con una competenza solida
nel settore. Ed =E8importante che, fin dall'inizio, non vengano
fatti passi falsi. Si sa gi=E0 che il governo Berlusconi bloccher=E0
la riforma dei cicli scolastici. Da critico di quella riforma
penso che bloccarla sia una buona idea. Peraltro, si =E8ancora in
tempo per farlo. =

Il discorso =E8 assai diverso per quanto riguarda l'Universit=E0a`:
qui la riforma, varata dal centrosinistra, del =ABtre piu`=F9 due=BB
(laurea triennale di primo livello; laurea biennale di secondo
livello) =E8 ormai giunta ai nastri di partenza. Le Universit=E0a`,
nell'anno appena trascorso, sono state tutte impegnate, come la
legge imponeva, nella preparazione della riforma. Quasi ovunque,
sono gi=E0 pronte le guide per gli studenti che si immatricoleranno
fra pochissimi mesi, iscrivendosi alle lauree triennali. Se la
nuova maggioranza pensa semplicemente di cancellare la riforma,
fa un grave errore. La riforma del tre pi=F9 due (a differenza di
quella dei cicli scolastici) =E8, mentre parliamo, come un treno in
corsa lanciato alla massima velocit=E0. Se qualcuno si prova a
bloccarlo di colpo, pu=F2 solo provocare un disastro, un
deragliamento. E allora, che fare? Il mio suggerimento al futuro
ministro =E8 di procedere con rapidita`=E0 ma anche con cautela e
buon senso. Bloccare, giunti a questo punto, non si pu=F2o`.
Riformare strada facendo, in corso d'opera, eliminando gli
aspetti peggiori della riforma, invece possibile. Occorrono per=F2
alcune mosse strategiche fatte in successione. =

Prima mossa strategica (da fare immediatamente): si stabilisce
che solo il primo anno delle lauree triennali verr=E0 attivato nel
prossimo anno accademico (e solo il secondo in quei pochissimi
corsi di laurea che avevano scelto di anticipare all'anno
accademico ora al termine il primo anno della laurea triennale).
Il che significa che per gli studenti degli anni precedenti
continuer=E0a` a valere il vecchio ordinamento. In questo modo, ci
sar=E0 tempo sia per intervenire sull'organizzazione degli anni
successivi della laurea di primo
livello, sia per pensare in modo meno concitato di quanto non si
sia fatto finora alla struttura delle lauree di secondo livello,
specialistiche. Tra l'altro, ci=F2 dar=E0a` anche il respiro
necessario per sapere quanti soldi affluiranno alle Universit=E0a`
per attuare con la necessaria gradualita`=E0 la riforma. Tra le
idee sbagliate del centrosinistra in questa materia c'era quella
secondo cui una riforma cosi`=EC radicale poteva e doveva essere
attuata dalle Universita`=E0 praticamente a costo zero. Una follia,
come ognuno capisce. =

La seconda mossa strategica dovrebbe consistere nel ripensare (in
tempi brevissimi: su mandato dei consigli di facolt=E0 e dei
diversi corsi di laurea, le conferenze dei presidi potrebbero
pronunciarsi in merito gi=E0 subito dopo l'estate) la durata delle
lauree di primo livello. Non ho prove certe (solo indizi) per
affermare che l'imposizione della laurea triennale a tutta
l'universita`=E0 sia il frutto di un colpo di mano voluto
soprattutto dai Politecnici. E' un bene che facolt=E0 come
Ingegneria abbiano ottenuto, se cosi`=EC volevano, la laurea
triennale. E' un male che abbiano contribuito a imporla a tutti
gli altri.  Il criterio da adottare =E8 il seguente: chi pensa di
poter offrire una laurea davvero =ABprofessionalizzante=BB di tre
anni, immediatamente spendibile sul mercato (Ingegneria, forse
Economia, forse Giurisprudenza, forse altri ancora) lo faccia, e
buona fortuna. Gli altri siano lasciati liberi di optare per la
durata quadriennale della laurea di primo livello. Per fare il
verso a certi esponenti del centrosinistra (che, su questo punto,
hanno assai ciurlato nel manico) il ripristino, in molti settori,
della laurea quadriennale, ci permettera`=E0 di nuovo l'aggancio
con l'Europa e il mondo occidentale in genere, ove la laurea di
durata quadriennale, come =E8 noto, =E8 stata, =E8, e sar=E0a`, la pi=F9u=
`
diffusa. =

La terza mossa strategica dovrebbe consistere nell'eliminazione
delle troppe rigidit=E0a` imposte dalla legge. Luciano Canfora e io
abbiamo promosso qualche mese fa un appello (pubblicato da questo
giornale il 6 marzo) per chiedere non il blocco della riforma ma
una decisa liberalizzazione. Abbiamo raccolto tantissime
adesioni. Abbiamo chiesto che vengano spazzate via tutte le
rigidit=E0a` imposte sia nel calcolo dei crediti che nella loro
attribuzione ai diversi ambiti disciplinari. Insieme alla durata
triennale della laurea imposta a tutti, =E8 proprio qui,
nell'eccesso di rigidit=E0 burocratiche (una vera e propria gabbia
d'acciaio) che risiede la principale causa dell'opposizione di
tanti accademici, compreso chi scrive, alla riforma cos=EC come =E8
stata alla fine varata. Se non interverranno correzioni nel senso
di una decisa liberalizzazione, la riforma produrr=E0a` disastri,
dequalificazione, trasformazione definitiva dell'universita`=E0 in
una mediocre scuola
professionale. =

Faccio un'ultima segnalazione a beneficio del futuro ministro. La
riforma contiene anche diverse cose buone, che =E8 bene conservare
e valorizzare. In un certo senso, si tratta di tornare, almeno in
parte, allo spirito del primo documento (noto come bozza
Martinotti) che contribu=EC, qualche anno fa, a innescare il
processo di riforma. Quel documento proponeva un cambiamento
all'insegna della flessibilit=E0, della libert=E0a` di
sperimentazione e della gradualita`=E0. Ma flessibilita`=E0,
libert=E0a` di sperimentazione e gradualit=E0 sono state spazzate via
man mano che l'iter decisionale si avviava alla conclusione. Per
responsabilit=E0 dei politici, certo, ma anche di altri soggetti,
come il Consiglio universitario nazionale (Cun) e, forse, anche
settori della burocrazia ministeriale. Compito del nuovo ministro
dovrebbe essere quello di ridisegnare queste istituzioni. Cos=EC
come sono, e come prova proprio la vicenda della riforma, non
aiutano le universita`=E0, ne ledono gravemente l'autonomia, sono
produttrici di vincoli assurdi e di forme di burocratizzazione
esasperata. Proprio ci=F2 di cui l'universit=E0a` non ha bisogno.  =

                                                                        Angelo 
Panebianco =



                                                                         =
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