[dumbo] Articolo de Il Sole-24 Ore del 6/4/2001

  • From: "Ufficio Personale" <personale@xxxxxxxxxxxxxxxx>
  • To: <dumbo@xxxxxxxxxxxxx>
  • Date: Fri, 6 Apr 2001 14:02:31 +0200

Di seguito la "risposta" dei ns. amati ingegneri, apparsa su Il Sole-24 Ore di 
oggi 6/4/2001.
Riforma delle professioni - Prevalgono le reazioni negative dopo il primo "sì" 
del Consiglio dei ministri al riordino dell'accesso.

Gli Ordini bocciano i titoli "iunior"

Gli ingegneri pronti alla battaglia legale - Riserve anche dai chimici e dagli 
architetti - Pienamente soddisfatti i dottori agronomi Marco Peruzzi 

ROMA No convinto degli ingegneri, che già annunciano interventi e memorie al 
Consiglio di Stato, e no anche da parte degli architetti e dei chimici. Sì, 
invece, anche se con numerose perplessità, da parte di agrotecnici e periti 
industriali. "Assolutamente soddisfatti", infine, solo i dottori agronomi. Lo 
schema di regolamento sul riassetto degli Albi secondo i nuovi titoli 
universitari, varato due giorni fa dal Governo, divide le categorie 
interessate. A caldo, il coro di no è comunque prevalente. Nel mirino delle 
categorie è finito soprattutto il titolo di "iunior" che la bozza di 
regolamento (su cui il Consiglio di Stato dovrà esprimere il parere) riserva ai 
laureati triennali per distinguerli dai "senior", ovvero gli specialisti con 
laurea quinquennale.

È senz'altro senza appello il no del Consiglio nazionale degli ingegneri. La 
categoria già in precedenza aveva a più riprese manifestato la propria 
contrarietà allo schema di regolamento, minacciando di non iscrivere i laureati 
triennali di quell'area dopo l'esame di Stato, per mettere in guardia contro le 
"concessioni" fatte ai Collegi dei geometri e dei periti industriali. Adesso 
torna alla carica, annunciando l'invio al Consiglio di Stato di memorie "a 
tutela della categoria" e, se quel testo verrà approvato nell'attuale 
formulazione, ricorsi per via amministrativa e la contestuale richiesta al 
prossimo Parlamento di "una sostanziale revisione dell'intera riforma". In un 
comunicato, il Consiglio nazionale degli ingegneri definisce lo schema varato 
due giorni fa "il punto culminante di una strategia populistica a lungo 
perseguita che mira a dequalificare l'ingegneria italiana, con preoccupanti 
conseguenze per la sicurezza dei cittadini e lo sviluppo tecnologico del 
paese". Sotto accusa, tra l'altro, la mancata "chiarezza e identificabilità 
della categoria nell'opinione pubblica" e, poi, la conferma dell'inserimento 
degli informatici nell'Albo.

Il titolo "iunior", coniato su indicazione dell'Accademia Della Crusca, non va 
giù nemmeno agli architetti. "Non è affatto congruo", dice Raffaele Sirica, 
presidente del Consiglio nazionale della categoria. "Non è cioè sufficiente - 
spiega - a segnalare le differenze tra laureati quinquennali e laureati 
triennali. È un titolo che non corrisponde alla realtà, ma che risponde invece 
a una precisa scelta politica e demagogica. Noi e le facoltà di architettura 
avevamo unanimemente suggerito la denominazione di tecno-architetti". Per 
Sirica il titolo "iunior" creerà problemi anche a chi lo porterà. "La direttiva 
384/85 - dice il presidente della categoria - definisce infatti architetto solo 
chi ha fatto un percorso universitario di cinque anni. E ai fini della libera 
circolazione in Europa gli "iunior" finiranno inevitabilmente in fuori gioco".

"L'Accademia Della Crusca conosce senz'altro l'italiano - aggiunge il 
presidente del Consiglio nazionale dei chimici, Armando Zingales - ma dimostra 
di non intendersi della valenza dei termini nel sistema delle professioni. In 
tutti i percorsi professionali, infatti, "iunior" e "senior" distinguono 
l'anzianità di esercizio, non il titolo accademico". Anche i chimici daranno 
battaglia. Ma non per una questione nominativa, precisa il presidente. "Il 
problema - dice Zingales - è la percezione che il cliente avrà di quel titolo: 
soprattutto se verrà utilizzato in forma abbreviata, ci saranno abusi e si 
creerà tanta confusione.

Per il presidente dei chimici, ogni caso, il regolamento è contestabile anche 
sotto altri aspetti: "Tra di noi sono stati inseriti i laureati triennali in 
farmacia, quelli in erboristeria, gli informatori scientifici del farmaco. Non 
faremo sbarramenti come annunciato dagli ingegneri, ma non ci sembra corretto 
abbassare il valore legale del titolo di studio". Zingales lancia allora una 
proposta: quella che "sulla base della riforma delle professioni consenta al 
professionista, dopo un po' di anni di esercizio dell'attività, di accedere 
nella sezione A dell'Albo anche senza avere la laurea specialistica".

Più soddisfatti gli agrotecnici. Il presidente, Roberto Orlandi, muove qualche 
appunto solo alla possibilità, prevista dall'articolo 8 dello schema di 
regolamento, che il Governo metta di nuovo mano alla riforma. Su aggiustamenti 
successivi punta invece Giorgio Bianchet, presidente del Consiglio nazionale 
dei periti industriali, che a questo proposito lancia una proposta: "Un tavolo 
di concertazione tra i periti industriali e gli ingegneri".

Assolutamente soddisfatti della bozza di regolamento sono invece i dottori 
agronomi e forestali, gli unici a vedersi attribuito il titolo professionale e 
non accademico di "dottore". "Si apre una fase nuova - commenta Dina Porazzini, 
presidente della categoria - e noi, con un'età media di 38 anni, guardiamo al 
futuro senza preclusioni". Venerdì 6 Aprile 2001

--------------------------------------------------
Andrea Balter
CARTIERE DEL GARDA S.p.A.
Tel. 0464 - 579514
Fax 0464 - 522046
E-mail personale@xxxxxxxxxxxxxxxx


Per (de)iscriversi spedire un messaggio con SOGGETTO
"subscribe" (o "unsubscribe") a mailto:dumbo-request@xxxxxxxxxxxxx  
HomePage/Archivio lista http://www.freelists.org/cgi-bin/list?list_id=dumbo

Other related posts:

  • » [dumbo] Articolo de Il Sole-24 Ore del 6/4/2001