[dumbo] Articoli de Il Sole-24 Ore del 5/4/2001

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  • Date: Thu, 5 Apr 2001 11:30:32 +0200

Di seguito il testo di due articoli apparsi su Il Sole-24 Ore di oggi 5/4/2001, 
che riguardano la riforma degli Albi. Personalmente non mi piace la definizione 
junior (Pensate quando saremo piu' in la' con gli anni: "Piacere, ho 50 anni e 
sono un ingegnere junior!"), ma sembra che abbia messo tutti d'accordo. Credo 
ad ogni modo sia importante un provvedimento di riforma degli Albi, per un piu' 
certo riconoscimento della professione.  Cosi' ora possiamo concentrarci 
sull'equiparazione del ns. titolo.
1) Riforma delle professioni - Via libera del Consiglio dei ministri al 
regolamento sul riassetto degli Albi secondo i titoli universitari

Saranno "iunior" i laureati triennali. La definizione è stata preferita dopo un 
lungo dibattito a quella di "tecno-professionisti" - Il provvedimento va ora al 
Consiglio di Stato - Maria Carla De Cesari 

ROMA Si è fatto appello alla tradizione e sapienza dell'Accademia Della Crusca 
per risolvere il rebus della denominazione delle nuove figure professionali 
derivanti dai nuovi titoli universitari, laurea e laurea specialistica. E il 
Consiglio dei ministri, che ieri ha approvato lo schema di regolamento che 
ridisegna 13 professioni regolamentate secondo i nuovi percorsi accademici, ha 
accettato il suggerimento del presidente dell'Accademia, Francesco Sabatini. I 
futuri laureati abilitati saranno denominati con il titolo professionale e con 
l'aggettivo iunior (alla latina, benché del termine si sia impossessato la 
lingua inglese, modificando con la "j" iniziale grafia e pronuncia). 
L'ingegnere iunior sarà inserito al livello B dell'Albo, mentre gli iscritti 
alla sezione A (con il titolo accademico di laureato specialista) continueranno 
a chiamarsi ingegneri (si veda la tabella).

Faranno eccezione i laureati che sceglieranno l'esame di Stato e l'iscrizione a 
un Collegio. Costoro abbineranno la qualifica professionale con il titolo di 
studio: agrotecnico laureato, geometra laureato e così via. In questo modo, 
saranno distinti dagli attuali iscritti o dalle leve future che continueranno 
ad accedere ai collegi con il diploma di scuola superiore più tirocinio.

Lo schema di regolamento - che dovrà ora essere vagliato dal Consiglio di 
Stato, prima del passaggio definitivo al Consiglio dei ministri - si riferisce 
alle professioni di dottore agronomo e dottore forestale, architetto, 
assistente sociale, attuario, biologo, chimico, geologo, ingegnere, psicologo, 
agrotecnico, perito agrario, geometra e perito industriale.

Dopo due mesi di serrate consultazioni con le professioni, il Consiglio dei 
ministri ha dunque licenziato il regolamento predisposto in base alle leggi 4 e 
370 del 1999. Nelle ultime settimane per definire il provvedimento si sono 
impegnati il sottosegretario all'Università, Luciano Guerzoni, il ministro 
della Giustizia, Piero Fassino, e il titolare delle Politiche comunitarie, 
Gianni Mattioli, sotto la regia del presidente del Consiglio, Giuliano Amato, 
mentre il lavoro preparatorio e di coordinamento è stato fatto - dal giugno 
dello scorso anno - dalla commissione di esperti presieduta dal professor 
Giampaolo Rossi.

L'obiettivo dello schema di regolamento è raccordare i requisiti per l'accesso 
alle professioni subordinate all'esame di Stato con i nuovi titoli accademici. 
Un'operazione "dovuta" non solo per garantire a lauree e lauree specialistiche 
uno sbocco nelle attività regolamentate ma anche per assicurare nuove leve agli 
Ordini, visto che la riforma universitaria verrà attuata dal prossimo anno 
accademico, ma probabilmente non bisognerà aspettare tre o cinque anni per 
"vedere" i primi studenti al traguardo, dato che gli attuali iscritti possono 
convertire gli esami già superati in crediti per conseguire i nuovi titoli.

Lo schema di regolamento ha incontrato molte difficoltà: l'ultimo contrasto tra 
Università e Ordini si è consumato sulla denominazione da attribuire ai 
laureati triennali per distinguerli dagli "specialisti". Mentre il ministero 
proponeva di differenziare i due livelli attraverso il titolo accademico, le 
professioni hanno fino all'ultimo insistito per qualificare il livello B 
dell'Albo come quello relativo ai "tecnici" o, in subordine, ai 
tecno-professionisti. Alla fine ha prevalso la soluzione dell'Accademia Della 
Crusca. Il termine iunior (l'Accademia ha anche proposto di giocare sulla 
contrapposizione con senior) indica, infatti, un diverso grado di "capacità e 
competenza non legato soltanto alla diversa età, ma specificamente anche a 
livelli diversi di preparazione e di responsabilità".

Per il sottosegretario Guerzoni il regolamento per l'accesso agli Ordini 
"rappresenta un'altra fondamentale tappa della riforma del sistema di 
istruzione universitaria. Gli atenei hanno ora gli strumenti operativi per 
definire i nuovi corsi di studio".

Nel definire i raccordi tra ordinamenti professionali e università, ci si è 
scontrati con la volontà degli Ordini di difendere tradizionali prerogative. 
Per esempio, gli ingegneri contestano la possibilità che i laureati dell'area 
tecnica possano candidarsi all'esame di Stato per i Collegi e per quello degli 
Ordini. Alla fine è passata la decisione della doppia chance. Così come il 
Consiglio dei ministri ha consentito che anche i laureati nelle classi di 
laurea di scienze e tecnologie informatiche e di laurea specialistica in 
informatica possano accedere all'esame di Stato per l'Albo degli ingegneri, 
sezione dell'informazione. "La professione di informatico - spiega Guerzoni - 
non viene regolamentata ma vogliamo offrire una possibilità in più per gli 
studenti dell'area informatica, senza attribuire alcuna esclusiva all'Ordine 
degli ingegneri". Lo stesso vale per gli urbanisti e per i conservatori dei 
beni culturali che trovano spazio nell'Albo degli architetti. Con lo schema di 
regolamento, infine, viene stabilita la corrispondenza tra Albi e vecchi 
diplomi universitari. Giovedì 5 Aprile 2001


2) Riforma delle professioni - Il quadro completo delle lauree per il passaggio 
dalla formazione negli atenei all'attività lavorativa

I nuovi titoli all'appello degli Albi

L'esame di Stato diventerà più impegnativo per verificare la preparazione 
necessaria all'iscrizione nelle due sezioni degli Ordini M.C.D. 

ROMA Nell'università dell'autonomia, dove i percorsi articolati in crediti 
potranno essere "modellati" per almeno un terzo con discipline e attività 
formative scelte dagli atenei e dagli studenti, è l'appartenenza dei corsi di 
studio a una determinata "classe" che consente o meno l'accesso all'esame di 
Stato per l'abilitazione professionale. Tutti i corsi dello stesso livello 
appartenenti a una stessa classe - poiché rispondono ad alcuni fondamentali 
denominatori comuni - hanno infatti lo stesso valore legale, al di là delle 
differenze di denominazione e di contenuti.

E lo schema di regolamento approvato ieri dal Consiglio dei ministri stabilisce 
per le lauree e per le lauree specialistiche la "corrispondenza" con le 
professioni, previo svolgimento del tirocinio, là dove previsto, e superamento 
dell'esame di Stato (si vedano le due tabelle). Dal punto di vista 
organizzativo, gli Albi degli Ordini saranno articolati in due sezioni, una per 
i laureati e una per gli "specialisti".

In questo modo ai nuovi titoli universitari, al di là dei crediti maturati nei 
corsi, viene assicurato l'accesso al mondo professionale, dove occorre - nel 
nostro ordinamento - un determinato titolo di studio e l'esame di Stato. Il 
raccordo tra professioni e università - tuttavia - non è completo: per esempio, 
mancano all'appello le professioni sanitarie non mediche.

Sarà la prova di abilitazione a vagliare le competenze professionali del 
singolo candidato: poco importa - a questi fini - che la preparazione sia stata 
acquisita con il curriculum universitario o con lo "studio" autonomo.

Proprio perché i corsi - nonostante l'appartenenza a una stessa classe di 
titoli - possono essere molto differenti per contenuti, viene rafforzato 
l'esame di Stato. In linea generale sono previste quattro prove: due scritti, 
un colloquio e una simulazione pratica.

A questo schema si può derogare, come stabilisce il regolamento, in caso di 
convenzioni tra gli Ordini professionali e gli atenei per costruire un 
"percorso di studi" mirato alla preparazione per la professione. Questi accordi 
- probabilmente dentro una cornice fissata a livello nazionale - devono essere 
stipulati tra l'Ordine territoriale e la singola sede universitaria. Giovedì 5 
Aprile 2001

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Andrea Balter
CARTIERE DEL GARDA S.p.A.
Tel. 0464 - 579514
Fax 0464 - 522046
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