Il giorno 07/ago/07, alle ore 12:48, Enrico Maria Giordano ha scritto:
No, intendevo dire: come fai a valutare l'accuratezza di un
simulatore fantastico? E se non puoi, allora perché dovresti
valutare quella di un simulatore reale?
Dipende dal simulatore. Mi vengono in mente i simulatori di volo:
prendi 100 piloti d'aereo e gli fai esprimere un parere :-)
La mia idea è che ogni tipologia di programma necessiterebbe di
parametri specifici.
Senza dubbio. Ma se restiamo nella tipologia "videogames" magari si
possono trovare dei parametri comuni, no?
Probabilmente tutta la discussione (e la nostra divergenza) nasce dal
fatto che tu consideri un programma di scacchi un videogame, io no.
Ma, suppongo, neanche chi normalmente lo compra.
(A parte Battle Chess, che è infatti un vero e proprio videogame, in
cui l'aspetto scacchistico è tutto sommato in secondo piano).
In ogni caso, ripensandoci, Il realismo della simulazione secondo
me contribuisce a rendere più pregevole il gioco, MA può essere
controbilanciato da una semplificazione in favore della giocabilità.
Esattamente.
Qui mi riferisco alle simulazioni sportive, non certo agli scacchi.
Lo puoi fare, ma viene fuori un prodotto molto molto particolare (es.
Battle Chess), di dubbio posizionamento sul mercato.
> Tornando all'esempio degli scacchi, per te allora un programma
di > scacchi perfetto che produce però solo tabelle di mosse
sarebbe > preferibile ad uno olografico che gioca in maniera
elementare?
Secondo me assolutamente sì, per il 99% degli interessati.
Inutile dire che, fortunatamente, non bisogna scegliere, ma nota
bene che, sebbene i moderni programmi di scacchi abbiano una
grafica notevole, gran parte dei giocatori li usano in modalità 2D.
Però un discorso del genere spinto all'estremo snatura
completamente quella che è l'essenza di un videogame. Una tabella
di mosse su carta la chiameresti un videogame? Io sicuramente no.
Probabilmente neanche io. Ma infatti io lo chiamo "programma per
computer per il gioco degli scacchi", non "videogame degli scacchi".
Per fortuna non dobbiamo arrivare a questi estremi.
Per quanto riguarda l'analogia con le altre simulazioni, secondo
me c'è una differenza fondamentale: il programma che gioca a
scacchi NON è una simulazione. È un giocatore di scacchi!!!
Be', è la simulazione di un giocatore di scacchi. Il fatto che non
si veda è in effetti una mancanza del programma.
No, perché da nessuna parte c'è scritto che il giocatore di scacchi
debba essere un essere umano ben determinato. Ad esempio, su Internet
si giocano partite in cui un campione gioca contro un gruppo di
persone, oppure negli scacchi per corrispondenza gli avversari non si
vedono mai.
Il computer È un giocatore di scacchi, anzi qualunque cosa giochi
bene a scacchi è un giocatore di scacchi.
Tra l'altro, entro pochi anni, i migliori programmi per computer
diventeranno praticamente imbattibili, e quindi saremo noi umani a
fare la simulazione imperfetta di un programma al computer ;-)
Non dico che vadano ignorati. Dico solo che all'estremo opposto non
c'è più il videogame ma solo una stampa con le mosse.
Ma raramente avrà un vero interesse nel poter giocare con pezzi
simulano un materiale metallico invece che ligneo.
Anche l'occhio vuole la sua parte! :-)
Certamente. Il problema è capire cosa è prioritario. In un programma
di scacchi per me (e non credo solo per me) è prioritario il gioco,
l'aspetto grafico è secondario, non ininfluente. Ovviamente, se poso
scegliere tre due programmi altrettanto validi, sceglo sicuramente
quello che ha l'interfaccia più funzionale, la grafica più bella
(purché non si metta tra me e il gioco), etc.