From: "Enrico Maria Giordano" <e.m.giordano@xxxxxxxxxxxxxxx>
To: <zxspectrum@xxxxxxxxxxxxx>
Date: Tue, 7 Aug 2007 12:48:58 +0200
-----Messaggio Originale-----
Da: "Zurillion" <zurillion@xxxxxxx>
A: <zxspectrum@xxxxxxxxxxxxx>
Data invio: martedì 7 agosto 2007 0.18
Oggetto: [zxspectrum] Re: Rtype
> Se ci pensi, tutti i videogames possono essere considerati simulazione
> di qualcosa. Poi questo "qualcosa" può anche essere frutto della
> fantasia. Quindi, da questo punto di vista, perché un simulatore di
> qualcosa di reale dovrebbe essere diverso da quello che simula
> un'invenzione fantastica? E, proseguendo, come faresti a valutare
> l'accuratezza di un simulatore del genere?
Si chiama punteggio ELO.
No, intendevo dire: come fai a valutare l'accuratezza di un simulatore
fantastico? E se non puoi, allora perché dovresti valutare quella di un
simulatore reale?
La mia idea è che ogni tipologia di programma necessiterebbe di parametri
specifici.
Senza dubbio. Ma se restiamo nella tipologia "videogames" magari si possono
trovare dei parametri comuni, no?
Nel caso degli arcade, tranne in casi molto particolari, i parametri che
hai individuato tu sono quasi sempre quelli fondamentali. Ma andando in
altre categorie, *secondo me* non necessariamente (vedi quanto si diceva
per le avventure, ad esempio).
Sì, per le adventures non vanno bene. Ecco un motivo per cui non ce lo ho
messe.
In ogni caso, ripensandoci, Il realismo della simulazione secondo me
contribuisce a rendere più pregevole il gioco, MA può essere
controbilanciato da una semplificazione in favore della giocabilità.
Esattamente.
> Tornando all'esempio degli scacchi, per te allora un programma di
> scacchi perfetto che produce però solo tabelle di mosse sarebbe
> preferibile ad uno olografico che gioca in maniera elementare?
Secondo me assolutamente sì, per il 99% degli interessati. Inutile dire
che, fortunatamente, non bisogna scegliere, ma nota bene che, sebbene i
moderni programmi di scacchi abbiano una grafica notevole, gran parte dei
giocatori li usano in modalità 2D.
Però un discorso del genere spinto all'estremo snatura completamente quella
che è l'essenza di un videogame. Una tabella di mosse su carta la
chiameresti un videogame? Io sicuramente no.
Per quanto riguarda l'analogia con le altre simulazioni, secondo me c'è
una differenza fondamentale: il programma che gioca a scacchi NON è una
simulazione. È un giocatore di scacchi!!!
Be', è la simulazione di un giocatore di scacchi. Il fatto che non si veda è
in effetti una mancanza del programma.
Il fatto che il gioco renda molto bene le venature di mogano del pezzo
scacchistico, è irrilevante dal punto di vista della simulazione della
partita a scacchi, perché l'essenza fisica della scacchiera non
appartiene al gioco, ma ad una sua possibile realizzazione.
L'essenza del videogioco è però visiva. Se gliela togli resta qualcos'altro
che non è più un videogioco.
Dunque, a chi è rivolto un programma di scacchi? Oserei dire, allo
scacchista (di ogni livello). Che può avere varie esigenze: un
dilettante può voler giocare contro un avversario via via più forte, può
volere dei consigli, mentre un esperto vuole certamente misurarsi con un
avversario al proprio livello e in più può voler studiare le aperture,
delle partite, delle posizioni... tutti parametri che vanno valutati se
si giudica un programma di scacchi.
Non dico che vadano ignorati. Dico solo che all'estremo opposto non c'è più
il videogame ma solo una stampa con le mosse.
Ma raramente avrà un vero interesse nel poter giocare con pezzi simulano
un materiale metallico invece che ligneo.