From: "Enrico Maria Giordano" <e.m.giordano@xxxxxxxxxxxxxxx>
To: <zxspectrum@xxxxxxxxxxxxx>
Date: Sat, 2 Feb 2008 00:17:35 +0100
-----Messaggio Originale-----
Da: "Alessandro Grussu" <gazzosa@xxxxxxxx>
A: <zxspectrum@xxxxxxxxxxxxx>
Data invio: sabato 2 febbraio 2008 0.01
Oggetto: [zxspectrum] Re: [OT] Fantapolitica?
Eh, si vede che non hai fatto studi di didattica né di pedagogia :)))
E da cosa si vede, scusa? Dal fatto che riesco a vedere difetti nella scuola
di oggi che tu non vedi ma che la realtà del sempre più scarso livello di
istruzione denuncia costantemente?
La pedagogia contemporanea ha demolito il nozionismo e lo ha sostituito
con la capacità di ragionamento e con l'intervento attivo del discente. Se
vuoi saperne di più, il sito della rete nazionale dei Licei delle scienze
sociali - http://www.scienzesocialiweb.it - è pieno di riferimenti in
questo senso: dichiarazioni di intenti, programmazioni di classe
strutturate per anno, indicazioni per la prassi didattica, riferimenti
epistemologici e pedagogici. Tutti argomenti in base ai quali ogni anno i
docenti delle scuole italiane devono farsi ore e ore di corsi di
aggiornamento :D
Tutte cose potenzialmente positive ma che purtroppo non vengono applicate.
Quanto questo possa faticare a farsi strada in un paese in cui l'età media
dei docenti di scuola superiore si avvicina ai 48 anni è effettivamente da
discutere; qua io e te possiamo _in_parte_ avvicinarci.
Oh, meno male! Si comincia a vedere qualche barlume.
Forse io parto da un settore privilegiato perché il tipo di scuola dove
insegno (un liceo delle scienze sociali) è all'avanguardia nel nostro
sistema scolastico da questo punto di vista.
Appunto quello che sto affermando da vari messaggi ormai: la tua realtà è
diversa da quella del resto della nazione.
Però posso assicurarti che la situazione, rispetto ai tempi in cui sia tu
che io andavamo a scuola, è cambiata in questo senso, e non di poco.
A me non sembra affatto. Ripeto: so che la teoria didattica è andata avanti
ma so anche che questa non viene applicata nelle scuole comuni.
Anzi una delle critiche che oggi si muovono alla nuova didattica è proprio
quella della caduta nella frammentazione, nella eccessiva frequenza dei
progetti e delle attività extracurriculari rispetto ai contenuti di base.
Proprio l'opposto di quanto tu, da profano - consentimi - sostieni.
Assolutamente no! Anch'io vedo questa pericolosa tendenza ai progetti e
attività "strane" e "alternative" che secondo me sono solo una grossa
perdita di tempo. E intanto gli alunni non sanno ragionare sulle cose più
elementari. Quindi, sinteticamente, il mio punto di vista è: imparare i
metodi del ragionamento e poi le nozioni solo in funzione della loro
effettiva utilità.
Enrico, ormai nemmeno più alle elementari si imparano le poesie a memoria.
Per non parlare delle tabelline!
Alle solite: su questo pianeta sì. E la cosa è secondo me assurda.
Ribadisco, da questo punto di vista la scuola italiana ha fatto passi da
gigante negli ultimi 15-20 anni. Solo che la maggior parte dei nostri
docenti è nella scuola italiana da _prima_ che avessero luogo queste
innovazioni, e non tutti hanno cambiato il loro modo di insegnare in
positivo; questo devo ammetterlo. Ma da qui a sostenere che _tutta_ la
scuola italiana è vittima del nozionismo, c'è un abisso, anzi una fossa
delle Marianne.
Se il 90% delle scuole è così penso di poter tranquillamente parlare di
*tutta* la scuola senza rischiare di fare molti torti.