Buongiorno Paolo,
le risposte che hai ricevuto sono molto esaurienti e credo che ci sia
poco da aggiungere sull'argomento della filtratura.
Io ti riporto la mia esperienza: il mio primo ingranditore e' stato un
Durst M600 a luce consensata. Sentendo parlare delle teste a luce
diffusa ho provato a interporre vetri smerigliati nel condensatore per
cercare di rendere la luce un po' piu' morbida, ma con scarsi risultati.
Poi ho acquistato un ingranditore a luce diffusa con testa a colori
(Muellersohn Auto Chromat) e ho notato un netto miglioramento: come ho
gia' scritto i miei negativi hanno il contrasto un po' alto e con la
luce diffusa le stampe sono meno dure. Poi la pulizia del negativo e'
meno problematrica: in fase di stampa i granelli di polvere piu' piccoli
praticamente non si vedono.
Quanto alla testa a colori, e' comodo poter cambiare il contrasto
girando una manopola, ma e' una variabile aggiuntiva. Meglio avere
negativi che si possono stampare mediamente senza filtri e poi
aggiungere o togliere un pochino di contrasto solo alla bisogna.
Ciao
Elia Freddi
On Wed, 2006-03-08 at 16:17 +0100, Paolo Lombardi wrote:
> Salve, stampo da anni con un ingranditore a condensatore di cui sono
> soddisfatto, ma, poichà fa solo il formato 135, volevo prenderne uno
> che arrivi fino al 6x7.
> Sono indeciso se prenderlo a condensatore, con la testa a colori o con
> la testa VC.
> Volevo qualche consiglio da chi usa la testa a colori o la testa VC.
> Variando la filtratura con la testa VC occorre cambiare il tempo di
> esposizione?
> Con la testa a colori leggo, sulle istruzioni delle carte VC, che si
> possono usare due filtri oppure solo uno, con due filtri non si deve
> cambiare il tempo di esposizione? Usando solo un filtro (giallo,
> magenta) à scomodo variare il tempo di esposizione? L'entità della
> variazione dipende dalla carta?
> Grazie a tutti coloro che mi daranno utili consigli.
> Paolo